Emilia-Romagna
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Fitofarmaci in acque sotterranee
Commento


Nel 2019, il monitoraggio dei fitofarmaci nelle acque sotterranee ha riguardato 252 stazioni di monitoraggio, di cui solo 2 relative a corpi idrici montani. Sono state cercate fino a 105 sostanze attive. Nel 70,6% delle stazioni non è stata riscontrata nessuna delle sostanze attive cercate, nel 27,8% la concentrazione, come sommatoria totale, è stata inferiore al limite normativo di 0,5 μg/l, mentre nelle restanti 1,6%, la sommatoria è risultata oltre il limite di legge. Queste ultime sono rappresentate da 4 stazioni di monitoraggio ubicate nei corpi idrici freatici di pianura. I corpi idrici nei quali non si riscontrano superamenti della sommatoria di fitofarmaci sono quelli di conoide alluvionale e di pianura alluvionale appenninica e padana, caratterizzati, soprattutto questi ultimi, da bassa vulnerabilità all’aumentare della profondità dei corpi idrici, come peraltro già evidenziato nei precedenti monitoraggi ambientali. L’analisi delle presenze di fitofarmaci nelle diverse porzioni di conoide alluvionale (porzioni libere, confinate superiori e inferiori) non evidenza particolari criticità, ma solo alcuni ritrovamenti di fitofarmaci, prevalentemente nelle porzioni libere di conoide e in alcune porzioni confinate delle conoidi Chiavenna-Nure, Arda, Ronco-Montone, Savio e Marecchia.
Gli acquiferi freatici di pianura, caratterizzati da elevata vulnerabilità, presentano il 7,4% delle stazioni di monitoraggio, pari a 4 stazioni delle 54 totali, che supera il limite di legge per la sommatoria di fitofarmaci, mentre il 55,6% evidenzia presenza a concentrazioni variabili e nel 37% i fitofarmaci risultano assenti.
Oltre la valutazione sulla sommatoria dei fitofarmaci è prevista per legge la verifica del limite di 0,1 μg/l per singola sostanza attiva – solo per aldrin e dieldrin il limite è di 0,03 μg/l. Nel 2019 i limiti della singola sostanza attiva sono stati superati in 12 stazioni di monitoraggio, delle quali solo in 4 stazioni è stato superato anche il limite della sommatoria dei fitofarmaci. I superamenti delle singole sostanze attive hanno riguardato 6 stazioni ubicate nel freatico di pianura (di cui 4 stazioni sono quelle nelle quali si è verificato il superamento anche della sommatoria), 4 in pianura alluvionale (transizione e padana confinate superiori) e 2 in conoide (Lamone e Savio). I superamenti sono imputabili alla presenza di Bentazone (FE), DDT (RA), Imidacloprid (RA), Metalaxil (MO), Metolaclor (BO, PR), Metossifenozide (RE), Metribuzin (BO) e Terbutilazina (PR).
Analizzando la presenza di fitofarmaci per i singoli campionamenti effettuati nelle 252 stazioni di monitoraggio, si evidenza che sui 403 campionamenti effettuati nel 2019, sono state effettuate 37.481 determinazioni analitiche relative ai 105 fitofarmaci cercati e a Endosulfan solfato, quantificato durante le attività analitiche in 2 campioni dell’acquifero freatico di pianura. I campionamenti che presentano residui di fitofarmaci sono stai il 26,3%, pari a 106 campionamenti sul totale di 403, di cui 57 nell’acquifero freatico di pianura, 17 nelle conoidi con acquifero libero, 13 nella porzione confinata delle conoidi, 16 nelle pianure alluvionali e 3 nei depositi di fondovalle. Analizzando la distribuzione di frequenza dei campionamenti per classe di concentrazione, considerando per ciascun campionamento la sostanza attiva con la concentrazione massima, si evidenzia che il 6,5% (pari a 26 campionamenti) supera 0,1 μg/l e il 73,7% non presenta residui di fitofarmaci.
Le sostanze attive trovate, a diverse concentrazioni, nelle acque sotterranee sono complessivamente 45, di cui le più frequenti sono: Imidacloprid, Terbutilazina Desetil, Metolaclor, Terbutilazina, Cloridazon-iso, Boscalid, Metalaxil. Se si escludono da questa analisi i corpi idrici freatici di pianura, le sostanze attive trovate si riducono complessivamente a 22.
Le sostanze attive che nei singoli campionamenti superano 0,1 μg/l, anche in più stazioni, sono complessivamente 11 rispetto le 45 trovate. Il numero massimo di principi attivi ritrovati nel medesimo campione è di 11 nei corpi idrici freatici di pianura, 5 nelle pianure alluvionali, 6 nelle conoidi libere che si riducono a 4 nelle porzioni confinate di conoide.
Il monitoraggio 2014-2019 non evidenzia tendenze di rilievo.