Emilia-Romagna
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Contenuto di metalli nel suolo
Scopo e obiettivo dell'indicatore


Conoscere la concentrazione dei metalli nei suoli e la loro distribuzione geografica è una conseguenza dettata da diverse normative legate sia all’uso dei fanghi di depurazione urbana (DLgs 99/92), che del compost (DLgs 22/97) nelle aree agricole, nonché dal DLgs 152/06 relativamente ai siti inquinati; dall’agosto 2017 è inoltre entrato in vigore il DPR 120/2017 che semplifica e disciplina la gestione delle terre e rocce da scavo.
Quest’ultimi due decreti, in particolare, introducono il concetto di valore di fondo come valore che quantifica il contenuto naturale e/o naturale-antropico di alcuni elementi nei suoli, sulla base del quale si determina lo stato di contaminazione; questo valore può divenire, quindi, sostitutivo del valore limite tabellare. In particolar modo il DPR 120/2017 definisce un “ambito territoriale con fondo naturale” come un territorio geograficamente individuabile in cui per fenomeni naturali legati alla pedogenesi o alla litologia si riscontrano valori superiori alle concentrazioni soglia di contaminazione, rimandando così alla necessità di avere una visualizzazione cartografica dello stesso.


Dal punto di vista della protezione ambientale, il valore di fondo garantisce una maggiore rappresentatività territoriale rispetto al concetto di “bianco”, in quanto deriva da una trattazione statistica di una popolazione di dati relativa ad un’area omogenea dal punto di vista pedologico: la norma ISO/DIS 19258, 2005 “Soil Quality-Guidance on the determination of background values” suggerisce come valore il 90° percentile, dopo aver rimosso gli eventuali valori anomali e verificato la distribuzione dei dati; attualmente è spesso utilizzato anche il 95° percentile (Veneto e Piemonte). Sempre in accordo con la medesima norma, si ritiene che il valore del fondo naturale nei suoli, salvo particolari usi, sia rappresentato dalla concentrazione dei metalli a 90-140 cm, mentre il valore di fondo naturale-antropico sia quello riferito alla concentrazione dei metalli a 20-30 cm di profondità o, comunque, entro l’orizzonte lavorato (Ap) nei suoli agricoli.
Il contenuto naturale (o pedogeochimico) è determinato dalle caratteristiche dei suoli e da dotazioni naturali delle rocce, che forniscono il materiale di partenza (ad esempio le rocce ultramafiche per Cromo e Nichel). Il contenuto naturale-antropico è dovuto sia ai fattori citati in precedenza, che alle pratiche legate all’uso del suolo e alle deposizioni atmosferiche (fall out). La Regione Emilia-Romagna ha elaborato una serie di cartografie nell’ambito del progetto “Cartografia Pedogeochimica” in essere dal 2005 al 2013 per la rappresentazione a scala 1:250.000 del contenuto di metalli pesanti nei suoli ad uso agricolo. In accordo con lo standard ISO 19258 sono state redatte a tale scopo tre cartografie:
1) la “Carta del Fondo Naturale” di Cr, Ni, Zn, Cu, Pb, V (seconda edizione, 2016) elaborata sulla base della carta dei suoli, che rappresenta la distribuzione areale della concentrazione dei metalli nell’orizzonte profondo dei suoli agricoli (profondità di campionamento 90-140 cm);
2) la “Carta delle anomalie geochimiche” di Cr, Ni, Zn, Cu, Pb e V (seconda edizione, 2016) che permette la valutazione qualitativa di eventuali fenomeni di contaminazione diffusa o puntuale fornita dal confronto, nello stesso sito, dei dati determinati alle due profondità (20-30 e 90-140), attraverso l’Indice di Geoaccumulo di Mueller (1979), il quale fornisce uno schema classificativo che ne definisce “lo stato di salute”; l’andamento generale dei siti descrive a sua volta lo stato dell’areale;
3)  la “Carta del Fondo naturale-antropico” di Cr, Ni, Zn, Cu, Pb, Sn, As e V (2013), elaborata su base geostatistica, che rappresenta la distribuzione areale della concentrazione dei metalli nell’orizzonte lavorato dei suoli agricoli (profondità di campionamento 20-30 cm).

Box1: Carta delle anomalie geochimiche (Cr, Ni, Zn, Cu, Pb)

Box 2: Carta del contenuto naturale-antropico (Cr, Ni, Zn, Cu, Pb, Sn, As, V)