Emilia-Romagna
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Concentrazione di clorofilla "a"
Commento


In tabella 1 si riportano le medie geometriche annuali per stazione della clorofilla “a” (µg/l o mg/m3) e lo stato di qualità dei corpi idrici per l’EQB Fitoplancton (Dec. 2018/229/UE), con i nuovi criteri di classificazione suggeriti nelle linee guida di ISPRA. Prendendo in considerazione il valore di 5 µg/l di clorofilla quale limite per uno stato buono/sufficiente, nel 2018, per il CD1 si ha uno stato sufficiente, mentre per il CD2 si raggiunge lo stato buono. 
La zona settentrionale della costa (CD1) mostra i valori più elevati, a causa di una maggior influenza degli apporti di nutrienti generati nel bacino padano, che favoriscono e alimentano questa condizione di eutrofia. In figura 1 si riportano i valori medi/anno (come media geometrica) della clorofilla "a", nelle stazioni a 0,5 e 3 km dalla costa, relativi al 2018. Tali valori mostrano, generalmente, un andamento decrescente nelle stazioni da nord verso sud e da costa verso il largo.
L'andamento medio stagionale nel 2018 (figura 2) evidenzia come in autunno e in inverno i livelli di concentrazione di clorofilla “a” mostrano valori sempre inferiori a 10 μg/l. In primavera i livelli di clorofilla "a" si alzano considerevolmente nella zona settentrionale, in particolare fra Casalborsetti e Lido Adriano, mostrando un evidente stato eutrofico. Nella zona meridionale della costa, invece, si attesta una condizione oligotrofica, con acque caratterizzate da una buona trasparenza. In estate, con la riduzione delle immissioni di elementi nutritivi in mare dai bacini costieri, i valori di concentrazione della clorofilla "a" sono sempre inferiori a 10 µg/l e gradatamente diminuiscono da nord verso sud, raggiungendo concentrazioni inferiori ai 2 µg/l nel tratto di costa tra Rimini e Cattolica.