Emilia-Romagna
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Concentrazione di azoto
Commento


Gli andamenti annuali di nitrati, nitriti e azoto ammoniacale nel 2017 (figura 1) presentano una distribuzione caratteristica, con elevata corrispondenza dei valori più alti con i periodi di maggiore portata fluviale (figura 2) e di precipitazioni atmosferiche, in genere propri dei periodi invernali e primaverili. L’azoto ammoniacale, proveniente sia dagli apporti fluviali che dagli insediamenti urbani, può presentare elevate concentrazioni anche durante il periodo estivo, nelle stazioni costiere e, nei casi di ipossia/anossia, negli strati profondi, a seguito della mineralizzazione della sostanza organica con conseguente solubilizzazione e rilascio di azoto ammoniacale.
Lungo la costa emiliano-romagnola, l’andamento delle concentrazioni delle forme azotate è caratterizzato da una diminuzione da nord verso sud e da costa verso il largo, a eccezione dell’area settentrionale che, nei periodi di massima portata, è direttamente investita dalle piene del Po fino al largo e nei primi metri della colonna d'acqua.
Nella figura 2 sono rappresentate le portate annuali del Po rilevate nel 2017 a Pontelagoscuro (FE). I valori di portata registrati nel 2017 non mostrano picchi importanti di maggior portata, se non uno nel mese di dicembre. Tale picco massimo di portata si è avuto il 13 dicembre, con 2.224 m3/sec. Il valore di portata più basso, pari a 417 m3/sec, si è rilevato il 22 luglio. Il valore medio/anno registrato è di 876 m3/sec, inferiore rispetto alla media annuale del 2016 di 1.165 m3/sec e alla media climatologica sul lungo periodo (1917-2016). Confrontando i valori medi mensili di portata del 2017 con quelli del periodo storico 1917-2016 (figura 3), si nota una corrispondenza degli andamenti per buona parte dell'anno, ad eccezione dei mesi di ottobre e novembre.
Il DIN (azoto inorganico disciolto) è la somma delle concentrazioni delle tre forme azotate solubili (N-NO3, N-NO2, N-NH3) analizzate. L’analisi dell’andamento del DIN, elaborato in figura 4, prende in considerazione le medie geometriche annuali nel lungo periodo (1982-2017) in tre aree costiere rappresentative della costa emiliano-romagnola. L’area più settentrionale, Goro-Comacchio, risente degli apporti del Po e presenta elevati livelli trofici per molti mesi dell’anno. L’area meridionale, Cattolica, risente in misura minore degli apporti padani e presenta bassi livelli trofici. L’area costiera centrale, Cervia-Cesenatico, rileva una situazione trofica intermedia, caratterizzata anche dagli apporti dei bacini locali.
Rispetto all'anno precedente, nel 2017 il valore medio del DIN è diminuito nell'area settentrionale, centrale e meridionale. L’area settentrionale è sempre la più sensibile all’effetto dei processi di dilavamento dalle fonti diffuse. La forma azotata che maggiormente incide sui valori di DIN è l’azoto nitrico (N-NO3), come evidenziato nella figura 1, che riporta i valori delle tre forme azotate rilevate nella stazione a 0,5 km dalla costa di Lido di Volano.
La componente DIN viene utilizzata con il P-PO4 nel calcolo del rapporto N/P. Nelle acque costiere emiliano-romagnole il fosforo è sempre stato l’elemento chiave che ha limitato e controllato i fenomeni eutrofici, mentre l’azoto riveste un ruolo non limitante.
Anche per quanto riguarda il rapporto N/P (figura 5) si è voluto rappresentare il trend evolutivo nel periodo 1982-2017, mettendo a confronto le medie geometriche annuali di tre aree (Goro-Comacchio, Cervia-Cesenatico e Cattolica). Nel 2017, rispetto all'anno precedente, il rapporto N/P nelle tre aree è diminuito . 
Nei grafici delle figure 4 e 5 sono rappresentate le tendenze di tipo lineare (rette tratteggiate) che mostrano in termini assoluti l’evoluzione complessiva dei sistemi e le tendenze di ordine superiore (linee continue), che consentono di evidenziare eventuali fenomeni di ciclicità interannuale (circa 20 anni).