Emilia-Romagna
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Concentrazione di azoto
Commento


Gli andamenti annuali di nitrati, nitriti e azoto ammoniacale nel 2018 (figura 1) presentano una distribuzione caratteristica, con elevata corrispondenza dei valori più alti con i periodi di maggiore portata fluviale (figura 2) e di precipitazioni atmosferiche, in genere propri dei periodi primaverili e autunnali. L’azoto ammoniacale, proveniente sia dagli apporti fluviali che dagli insediamenti urbani, può presentare elevate concentrazioni anche durante il periodo estivo, nelle stazioni costiere e, nei casi di ipossia/anossia, negli strati profondi, a seguito della mineralizzazione della sostanza organica con conseguente solubilizzazione e rilascio di azoto ammoniacale.
Lungo la costa emiliano-romagnola, l’andamento delle concentrazioni delle forme azotate è caratterizzato da una diminuzione da nord verso sud e da costa verso il largo, ad eccezione dell’area settentrionale che, nei periodi di massima portata, è direttamente investita dalle portate del Po fino al largo e nei primi metri della colonna d'acqua.
Nella figura 2 sono rappresentate le portate annuali del Po rilevate nel 2018 a Pontelagoscuro (FE). I valori registrati nel 2018 mostrano picchi importanti di portata nel periodo primaverile-estivo e autunnale. Il picco massimo di portata si è avuto l'11 novembre, con 5.881 m3/sec. Il valore di portata più basso, pari a 649 m3/sec, si è rilevato il 23 agosto. Il valore medio/anno registrato è di 1.540 m3/sec, superiore alla media annuale del 2017, di 876 m3/sec, e alla media climatologica sul lungo periodo 1917-2017, corrispondente a 1.490 m3/sec. Confrontando i valori medi mensili di portata del 2018 con quelli del periodo storico 1917-2017 (figura 3), si nota una corrispondenza degli andamenti per buona parte dell'anno, ad eccezione del mese di novembre in cui si ha il picco massimo annuale.
Il DIN (azoto inorganico disciolto) è la somma delle concentrazioni delle tre forme azotate solubili (N-NO3, N-NO2, N-NH3) analizzate. L’analisi dell’andamento del DIN, elaborato in figura 4, prende in considerazione le medie geometriche annuali nel lungo periodo (1982-2018) in tre aree costiere rappresentative della costa emiliano-romagnola. L’area più settentrionale, Goro-Comacchio, risente degli apporti del Po e presenta elevati livelli trofici per molti mesi dell’anno, in relazione all'effetto del processo di dilavamento da fonti diffuse. L’area meridionale, Cattolica, risente in misura minore degli apporti padani e presenta bassi livelli trofici. L’area costiera centrale, Cervia-Cesenatico, rileva una situazione trofica intermedia, caratterizzata anche dagli apporti dei bacini locali. Rispetto all'anno precedente, nel 2018 il valore medio del DIN è leggermente aumentato, sia nell'area settentrionale che nell'area centrale e meridionale. La forma azotata che maggiormente incide sui valori di DIN è l’azoto nitrico (N-NO3), come evidenziato nella figura 1, che riporta i valori delle tre forme azotate rilevate nella stazione a 0,5 km dalla costa di Lido di Volano.
La componente DIN viene utilizzata con il P-PO4 nel calcolo del rapporto N/P. Nelle acque costiere emiliano-romagnole il fosforo è sempre stato l’elemento chiave che ha limitato e controllato i fenomeni eutrofici, mentre l’azoto riveste un ruolo non limitante.
Anche per quanto riguarda il rapporto N/P (figura 5) si è voluto rappresentare il trend evolutivo nel periodo 1982-2018, mettendo a confronto le medie geometriche annuali di tre aree (Goro-Comacchio, Cervia-Cesenatico e Cattolica). Nel 2018, rispetto all'anno precedente, il rapporto N/P è leggermente aumentato, sia nell'area settentrionale che nell'area centrale e meridionale. 
Nei grafici delle figure 4 e 5 sono rappresentate le tendenze di tipo lineare (rette tratteggiate), che mostrano l'evoluzione complessivamente in miglioramento in termini assoluti dei sistemi, e le tendenze di ordine superiore (linee continue), che consentono di evidenziare eventuali fenomeni di ciclicità interannuale (circa 20 anni).