Emilia-Romagna
Torna indietro
Concentrazione di attività di radon indoor
Descrizione dell'indicatore


L’indicatore, che fornisce la stima della concentrazione media di radon (Rn-222) in aria nelle abitazioni, rappresenta un parametro di base per la valutazione del rischio/impatto sulla popolazione dovuto alla radioattività naturale.
Il quadro normativo nazionale vigente non prende in considerazione la problematica connessa all’esposizione al radon nelle abitazioni; al riguardo un riferimento è rappresentato dalla raccomandazione della Comunità europea 90/143/Euratom, che indica il valore oltre cui intraprendere azioni di risanamento per le abitazioni esistenti (400 Bq/m3) e l’obiettivo di qualità per le nuove edificazioni (200 Bq/m3). Nel 2009 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha proposto che le Autorità nazionali adottino un valore di riferimento di 100 Bq/m3; tuttavia, se le particolari condizioni di un singolo paese non consentono l’adozione di tale valore, non dovrà superare comunque i 300 Bq/m3. In riferimento alla normativa nazionale tale indicatore è, comunque, un parametro importante per la pianificazione delle risposte da adottare in relazione all’esposizione negli ambienti di lavoro, nonché utile anche ai fini dell’individuazione delle aree a maggiore probabilità di alte concentrazioni di radon (prevista da parte di ogni Regione/Provincia autonoma entro il 31 agosto 2005).
In attesa dei criteri con cui definire tali aree e delle indicazioni sulle metodologie per la loro individuazione, in Emilia-Romagna, come in altre regioni italiane, sono stati avviati studi per l’individuazione di zone a maggiore probabilità di alte concentrazioni di radon.
I dati attualmente disponibili (e ancora validi per le caratteristiche del fenomeno) sono ricavati da tre indagini realizzate da Arpae: l’indagine nazionale radon indoor promossa dall’Apat (oggi Ispra) e dall’Iss, partita, in Emilia-Romagna, negli anni 1989-1990 su un campione rappresentativo di 371 abitazioni distribuite in 15 comuni della regione; l’indagine regionale nelle scuole materne e asili nido, promossa in collaborazione con l’Assessorato sanità regionale e realizzata negli anni 1993-1995 in 604 strutture scolastiche ubicate in 239 comuni della regione; la campagna, promossa sempre dall’Assessorato sanità regionale, in 135 abitazioni individuate in corrispondenza di particolari aree territoriali (punti di emanazione gassosa/faglie affioranti), conclusasi nel settembre 2011.