Emilia-Romagna
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Classificazione delle acque di balneazione
Commento


Il programma di monitoraggio, trasmesso al Ministero della Salute entro il 1 marzo, è stato rispettato tranne in quattro casi in cui lo slittamento, entro i quattro giorni previsti dalla norma, si è reso necessario per condizioni meteo-marine avverse. Nel corso della stagione 2018 le non conformità rilevate nel corso del monitoraggio programmato sono state complessivamente 15, distribuite su 10 acque. A tali non conformità se ne aggiunge una rilevata in occasione del prelievo di un campione aggiuntivo richiesto al fine di sostituire, per la classificazione, i dati del campione programmato non conforme. Fra gli episodi di inquinamento rilevati, il rientro è stato accertato in 6 casi con campioni aggiuntivi prelevati il giorno successivo a quello del prelievo programmato, in 9 casi due giorni dopo. Gli esiti non conformi sono stati sempre gestiti dai Comuni con l’adozione di divieti temporanei di balneazione sanciti da ordinanze sindacali; nella maggior parte dei casi (10 su 15 ed anche per il campione sostitutivo risultato non conforme) le ordinanze sono state emanate con estrema tempestività, a massima tutela della salute del bagnante, sin dal giorno successivo a quello del campionamento e ad analisi ancora in corso, ma dall’esito già chiaramente sfavorevole, grazie alla procedura di pre-allerta, prima della formalizzazione dell’esito definitivo in un rapporto di prova. I Comuni di Cesenatico, Rimini, Riccione e Cattolica, per gestire potenziali situazioni di rischio per la salute dei bagnanti in caso di apporti a mare, hanno adottato misure di gestione preventive con ordinanze sindacali da applicarsi nel periodo compreso tra il 26 maggio ed il 30 settembre 2018. La classificazione delle acque di balneazione, elaborata sui dati di monitoraggio 2015–2018, permette di evidenziare come il 97%, in ampiezza (metri di costa), del litorale controllato ai fini della balneazione in Emilia-Romagna sia costituito da acque di qualità “Eccellente”, rispetto al 92% dello scorso anno.
Il ricorso alla procedura del campione sostitutivo (DLgs 116/2008 art. 6, comma 5 e All. IV), applicata in sei episodi d’inquinamento di breve durata, ha permesso di ridurre da 15 a 9 gli esiti superiori ai limiti per il calcolo della classe di qualità. L’ampiezza delle acque di balneazione di qualità “Eccellente” è passata dal 91% del 2016, al 92% nel 2017 fino al 97% nel 2018. Nel complesso, al termine della stagione balneare 2018 si sono avuti 8 miglioramenti di classe di qualità: tutte le acque di balneazione di qualità “Sufficiente” al termine della stagione 2017 (4 acque) sono passate alla classe di qualità “Buona”, quattro acque di qualità “Buona” sono passate alla classe di qualità “Eccellente”. Le acque classificate di qualità “Scarsa” sono rimaste classificate tali per il terzo anno consecutivo. Le acque non “Eccellenti” sono situate tutte in prossimità di foci di corsi d’acqua superficiali interni, a conferma dell’importanza degli apporti fluviali nel determinare la qualità delle acque di balneazione. La tutela della qualità delle acque di balneazione parte infatti dalla tutela del territorio a monte, prospiciente alle stesse, requisito preliminare ed essenziale affinché non vi siano più apporti inquinanti nelle acque marine, diretti oppure veicolati da corsi d’acqua superficiali.