Emilia-Romagna
Erosione costiera
Sintesi


Il litorale emiliano-romagnolo è costituito da una spiaggia bassa e sabbiosa che si estende tra Cattolica e Volano e, a nord, dal sistema barriera-laguna, appartenente al delta del fiume Po.
Una percentuale significativa della costa è soggetta all’erosione. Il fenomeno ha iniziato a interessare il litorale a partire dai primi decenni del ‘900, ma ha raggiunto maggior intensità nella seconda metà del secolo.
Con la regimazione dei bacini fluviali e l’escavazione in alveo è venuta a mancare l’alimentazione sedimentaria delle spiagge. L’estrazione di fluidi (acqua e gas) dal sottosuolo in prossimità della costa ha portato a un aumento del tasso di subsidenza, che si è tradotto in perdita di volume a carico della spiaggia. La costruzione di opere rigide per proteggere la costa, la realizzazione di moli portuali e l’urbanizzazione a ridosso delle spiagge hanno prodotto un irrigidimento della costa e una riduzione degli spazi di azione dei naturali processi costieri, che ora minacciano strutture e infrastrutture.
Per la valutazione dell’erosione costiera del litorale regionale viene effettuata un’analisi che oltre a tenere in considerazione i cambiamenti morfologici e della posizione della linea di riva, tiene conto anche dei ripascimenti, dei prelievi di sabbia dalle spiagge, della presenza e dello stato delle opere rigide di difesa e della subsidenza costiera (indicatori ASPE e ASE).
In base all’indicatore ASPE, risulta che nel 2012, rispetto al 2006 (anni relativi agli ultimi due rilievi effettuati a livello dell’intero litorale regionale), 77 km di spiagge presenta vari livelli di criticità: 44 km di spiagge sono in erosione e 33 km sono stabilizzati tramite varie tipologie di intervento. D’altro canto, l’indicatore ASE evidenzia che gli interventi eseguiti, in particolare i ripascimenti, hanno contrastato efficacemente l’erosione, infatti i tratti litoranei che continuano ad avere un bilancio sedimentario negativo sono ridotti a 33,5 km.
Confrontando il dato 2006-2012 con quello riferito al periodo 2000-2006 emerge che i processi erosivi sulla costa regionale stanno progredendo: le spiagge che nel 2006 presentavano condizioni critiche avevano un’estensione di 45 km, mentre nel 2012 esse ammontano a un lunghezza di 77 km, nonostante la comprovata efficacia delle azioni messe in campo. 
Nel periodo 2006-2012 sono stati effettuati interventi di vario tipo su circa 60 km di spiaggia, in prevalenza ripascimenti: per un totale di 2,8 milioni di m3 di sabbia proveniente da fonti esterne al sistema (cave a terra e sottomarine, 1,6 milioni m3) e da fonti litoranee interne (1,2 milioni di m3). Su 37 km di costa gli interventi hanno prodotto un evidente miglioramento della situazione, mentre sui restanti 22 km non sono stati rilevati cambiamenti significativi. Nonostante le politiche di difesa adottate dalla Regione abbiano dimostrato di essere ben indirizzate, i dati dimostrano che la situazione erosiva è destinata ad aggravarsi anche perché, ad eccezione del Po di Goro, i fiumi continuano ad avere una scarsa portata solida.
È evidente quindi che in futuro saranno necessari sempre più interventi di ripascimento, per cui sarà indispensabile, oltre a sfruttare in maniera razionale e strategica le varie fonti di sabbia, anche investire sulla sperimentazione di tecnologie di difesa innovative.

 

 

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