La lunghezza delle linee elettriche ad altissima tensione in Emilia-Romagna è di circa 1.314 km, mentre quelle ad alta tensione (50-132 kV) misurano circa 3.952 km (dati aggiornati al 30/06/2019). Le linee elettriche a media tensione hanno una lunghezza complessiva di circa 35.218 km, mentre quelle a bassa tensione raggiungono una lunghezza di circa 70.602 km (aggiornamento 31/12/2024). Per quanto riguarda gli impianti di trasformazione, sezionamento o consegna utente, il loro numero in regione è di circa 56.318 (di cui il 99,9% è costituito da impianti MT/BT, distribuiti in modo omogeneo).
Si è considerevolmente ridotto il numero (2) dei superamenti dei valori di riferimento normativo per il campo di induzione magnetica riscontrati in regione dal 2004 al 2024, ancora in attesa di risanamento (entrambi dovuti alla presenza di cabine MT/BT): 1 relativo al valore di riferimento normativo di 10 μT (valore di attenzione) e 1 al limite di esposizione di 100 μT. Un terzo superamento, rilevato nel corso del 2024, sempre in vicinanza di una cabina, è stato poi risolto nei mesi successivi con opportuni interventi tecnici di schermatura.
In regione Emilia-Romagna si contano 1.523 impianti RTV, di cui 838 radio (55%) e 685 televisivi (45%), distribuiti in 417 siti. Gli impianti SRB o FWA installati e attivi in regione ammontano, in totale, a 7.500 (di cui 6.972 sono gli impianti per telefonia mobile, 328 gli impianti di tipo FWA e 200 impianti microcellulari), dislocati complessivamente in 4.566 siti; i servizi tecnologici attivati sugli impianti (GSM/2G nella banda di frequenza a 900 MHz, UMTS/3G a 900 e 2100 MHz, LTE/4G a 700, 800, 1400/1500, 1800, 2100 e 2600 MHz, 5G a 700, 3700 e 26000 MHz, con l’aggiunta di nuovi servizi come LTE2600-TDD, LTE700-5GDSS, LTE1800-5GDSS, LTE/5G a 3500 MHz e Wimax) ammontano a 34.576, in costante crescita negli ultimi anni. Di questi, nel 2024, risultano installati e attivi 3.280 servizi in tecnologia 5G e 2.154 in tecnologia LTE-5GDSS.
Su scala regionale, risulta abbastanza evidente come la differenza nel valore della potenza complessiva tra le due tipologie di sorgenti (RTV/SRB) sia andata affievolendosi negli anni, in quanto la potenza degli impianti RTV è rimasta costante o diminuita (con il passaggio al digitale terrestre degli impianti TV), mentre la potenza degli impianti di telefonia è aumentata costantemente negli anni. Tale dato non è di per sé significativo, ma va analizzato in rapporto al numero complessivo di impianti: gli impianti RTV sono infatti attualmente meno del 25% rispetto agli impianti SRB e, a differenza di quelli per la telefonia cellulare, risultano concentrati in un numero molto minore di siti (generalmente ubicati in località isolate, lontane dai centri abitati). Tuttavia, se in passato gli impianti radiotelevisivi presentavano una potenza media per impianto molto superiore rispetto alla potenza media per gli impianti SRB (distribuiti invece in modo più uniforme ma con potenze più limitate), negli ultimi anni si è assistito ad un progressivo aumento della potenza installata anche sui singoli impianti SRB, a causa dell’installazione di nuovi servizi/tecnologie su impianti già esistenti, nonché del potenziamento dei servizi stessi già presenti.
Ad oggi non sussistono superamenti in atto dei valori di riferimento normativo né per gli impianti di telefonia mobile, né per gli impianti RTV (dal momento che i 6 superamenti ancora in atto al 2023 sono rientrati a seguito dell’innalzamento del valore di riferimento normativo, in vigore dal mese di aprile del 2024).
Il monitoraggio ambientale ha evidenziato in generale, per la maggior parte delle campagne effettuate nel corso del 2024, sia per le alte, sia per le basse frequenze, livelli di campo elettromagnetico contenuti ed inferiori ai valori di riferimento specifici per i diversi siti monitorati.
