Emilia-Romagna
Campi elettromagnetici
Sintesi


 

In Emilia-Romagna, la lunghezza delle linee elettriche ad altissima tensione è di circa 1.315 km, mentre quelle ad alta tensione (50-132 kV) misurano circa 3.977 km (dati aggiornati al 30/06/2016). Le linee elettriche a media tensione hanno una lunghezza complessiva di circa 34.959 km, mentre quelle a bassa tensione raggiungono una lunghezza di circa 64.997 km (aggiornamento 31/12/2017). Per quanto riguarda gli impianti di trasformazione, sezionamento o consegna utente, il loro numero in regione è di circa 52.254 (di cui il 99,4% è costituito da impianti MT/bt, distribuiti in modo omogeneo).

Rimane limitato il numero (7) dei superamenti dei valori di riferimento normativo per il campo di induzione magnetica riscontrati in regione dal 2004 al 2017, di cui 3 sono ancora in attesa di risanamento (tutti dovuti alla presenza di cabine MT/bt): 2 sono relativi al valore di riferimento normativo di 10 μT (valore di attenzione) e 1 al limite di esposizione di 100 μT. E’ stato invece risanato il sito con superamento del valore di campo elettrico, rilevato nel 2016 in prossimità di una linea ad altissima tensione in Provincia di Parma.

In regione Emilia-Romagna si contano 2.205 impianti RTV, di cui 831 radio (37,7%) e 1.374 televisivi (62,3%), distribuiti in 446 siti. Per quanto riguarda gli impianti di telefonia mobile o cellulare (SRB), i dati sono ancora relativi al 2016 (il dato al 2017 è collegato alla revisione in atto del catasto regionale e verrà pubblicato a breve, non appena disponibile): ne risultano installati e attivi 6.451 dislocati in 4.550 siti; i servizi tecnologici su di essi attivati (GSM900 - Global System for Mobile Communication, a 900 MHz, GSM1800 o DCS - Digital Cellular System, a 1800 MHz, UMTS - Universal Mobile Telecommunication System, a 2100 MHz  e 900 MHz,  LTE - Long Term Evolution, a 800 MHz, 1800 MHz e 2600 MHz) ammontano a  17.060, in costante crescita negli ultimi anni. Gli impianti RTV, seppure meno numerosi di quelli per telefonia mobile, rappresentano, in generale, le sorgenti più critiche di campi elettromagnetici ad alta frequenza a livello ambientale, per le maggiori potenze connesse al loro funzionamento. Le SRB sono presenti in modo più diffuso sul territorio, soprattutto in ambito urbano e, pur generando campi elettromagnetici di entità mediamente inferiore, sono spesso percepite dai cittadini come fattori di rischio per la salute, essendo maggiore la percentuale di popolazione potenzialmente esposta nelle aree circostanti le installazioni.  Nel 2016 risulta pari a 231 il numero di impianti di accesso alla banda larga (o BWA) in tecnologia Wimax/LTE (Worldwide Interoperability for Microwave Access), installati con l’obiettivo di sopperire al divario digitale, ovvero di coprire le zone non raggiungibili tramite i sistemi tradizionali (via cavo e ADSL). Si sottolinea che questa tecnologia si caratterizza per potenze in ingresso più contenute (complessivamente 18,2 kW).

Ad oggi non sussistono superamenti in atto dei valori di riferimento normativo per gli impianti di telefonia mobile; per gli impianti RTV la situazione risulta migliorata rispetto all’anno scorso,  persistendo 9 superamenti (nel 2012 erano 21) dei valori di soglia, tutti già in atto da diversi anni. Il monitoraggio ambientale ha evidenziato in generale, per la maggior parte delle campagne effettuate nel corso del 2017, sia per le alte sia per le basse frequenze, livelli di campo elettromagnetico contenuti ed inferiori ai valori di riferimento specifici per i diversi siti monitorati.

 

 

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