Emilia-Romagna
Campi elettromagnetici Consistenza impianti per radiotelecomunicazione (RF)
Commento

Gli impianti per telefonia mobile installati e attivi in regione ammontano in totale a 6.451, con un incremento del 5,3% rispetto al dato del 2015. Le tipologie di installazione più utilizzate sono quelle di tipo tradizionale (97%), mentre le microcelle rappresentano solo il 3% del totale. Gli impianti sono dislocati complessivamente in 4.550 siti. I servizi tecnologici attivati sulle SRB in funzione sono 17.060, con un incremento del 10,7% rispetto al dato del 2015 e una potenza complessiva pari a 1.693 kW, valore che ha subito un incremento del 13% rispetto all'anno precedente; si osserva ancora una predominanza delle tecnologie UMTS2100 (34,3%) e GSM (22,9%, compresi il GSM-450 MHz della Rete ERetre e il GSM-R 900 MHz di RFI) rispetto a DCS (11,9%), in calo, e UMTS900 (9,2%), in crescita. Rispetto al 2015 continua progressivamente ad aumentare il numero dei nuovi servizi attivati per la tecnologia LTE (passati dal 13,3% del 2014 al 21,6% del 2016, complessivamente per le diverse frequenze), introdotta sui propri impianti dai gestori Telecom e Vodafone, ed in misura minore dagli altri Gestori Wind e Tre. I ripetitori SRB sul territorio regionale, comunicati dai gestori, sono in totale 59. Per gli impianti di accesso alla banda larga (o BWA) in tecnologia Wimax/LTE si è proceduto al conteggio relativo al 2016, seppure in modo non completo, con i dati aggiornati pervenuti da due dei tre gestori autorizzati all’utilizzo delle frequenze per tale servizio nel nostro territorio regionale: si contano  231 impianti WiMax attivati in regione, dei gestori Linkem, Tiscali (ex Aria) e Go Internet (ex WaveMax), con una potenza totale cresciuta da 2,67 kW del 2014 a 18,19 kW del 2016. I dati sopra riportati sono disponibili in dettaglio nell’area “Download grafici e tabelle”. Nella distribuzione degli impianti sui vari territori provinciali va evidenziata la situazione di Rimini, provincia a maggior densità di popolazione della regione, con un numero di impianti, in rapporto alla superficie territoriale, più che doppio rispetto alla media regionale (Fig. 7/8).
Sul territorio regionale si contano 2.184 impianti di diffusione radiotelevisiva (RTV: televisioni e radio), pressoché invariato rispetto al dato 2015 (pari a 2.181), distribuiti in 445 siti e con una potenza complessiva pari a 1.386  kW . Anche con il passaggio al digitale terrestre, le TV, rappresentano la maggior parte dei sistemi, ammontando a 1369 (62,7%), contro le 815 (37,3%) radio, con una potenza complessiva leggermente diminuita rispetto allo scorso anno: 21% quella degli impianti televisivi, contro 79% per gli impianti radio. Invariato il numero di ponti radio RTV (1.198), con potenza complessiva trascurabile (2,23 kW). Per il dettaglio di tali dati è possibile fare riferimento all’area “Download grafici e tabelle”. Anche per gli impianti RTV la ripartizione numerica tra le varie province, in rapporto alla superficie territoriale, non è uniforme: emergono, in particolare, i casi di Bologna, Forlì-Cesena e Rimini, con valori di densità degli impianti più elevati rispetto al dato regionale. Nelle province di Parma, Bologna, ma soprattutto di Forlì-Cesena, si osserva anche una rilevante densità di impianti rispetto al numero di abitanti (Fig. 7/8).
Se si confrontano su scala regionale le due tipologie di impianti, SRB/RTV (Fig. 13a), risulta abbastanza evidente come la differenza nel valore della potenza complessiva sia andata affievolendosi negli anni, in quanto la potenza degli impianti RTV è rimasta costante o diminuita (con il passaggio al digitale terrestre degli impianti TV), mentre la potenza degli impianti di telefonia è aumentata costantemente negli anni. Tuttavia, tale dato non è di per sé significativo, ma va analizzato in rapporto al numero complessivo di impianti (Fig. 3/13b) ed alla loro diversa distribuzione sul territorio. Infatti, gli impianti RTV sono attualmente meno del 34% rispetto agli impianti SRB e, a differenza di quelli per la telefonia cellulare, risultano inoltre concentrati in un numero molto minore di siti (generalmente ubicati in località isolate, lontane dai centri abitati, anche grazie alla progressiva  applicazione dei Plert nelle varie province, che prevede la redistribuzione degli impianti in siti ritenuti idonei all’interno dei piani) (Fig.3). Si sottolinea che la riduzione attesa delle potenze (e quindi dell’impatto elettromagnetico) con la transizione alla tecnologia digitale terrestre per gli impianti televisivi (non ancora conclusa), ha avuto per ora effetti solo parziali, in quanto in alcuni siti è aumentato il numero dei canali in aria, soprattutto per gli operatori nazionali. Inoltre, come già evidenziato, gli impianti radiofonici, pur essendo in numero minore rispetto agli impianti televisivi, contribuiscono per il 79% alla potenza complessiva RTV. Per quanto riguarda gli impianti SRB, essi sono distribuiti in modo più uniforme sul territorio per garantire la copertura del servizio, in funzione del numero di utenti e quindi della densità di popolazione, necessitando proprio per questo di potenze in ingresso inferiori per i singoli servizi, ma di una copertura sempre più diffusa sul territorio (celle di traffico sempre più piccole all’aumentare delle richieste di traffico voce e soprattutto dati). Tuttavia, nel corso degli ultimi anni si è assistito ad un generale e progressivo aumento della potenza complessiva SRB, dovuta solo in parte all’aumento nel numero di impianti installati (Fig.14), ma soprattutto a causa dell’installazione di nuovi servizi/tecnologie su impianti già esistenti (ad esempio la tecnologia LTE implementata per il funzionamento dei dispositivi 4G) nonché del potenziamento dei servizi stessi già presenti. Dai grafici di figura 15 è possibile analizzare la crescita della potenza complessiva e per servizio SRB negli anni dal 2006 al 2016 e il cambiamento nella distribuzione percentuale fra i servizi stessi, sempre in termini di potenza attivata. Da tali figure risulta evidente, ad esempio, come per la tecnologia UMTS la potenza sia più che raddoppiata nell’ultimo triennio ed ancora in aumento (incremento del 13% rispetto al 2015), con un inserimento sempre più consistente della tecnologia LTE (quasi il 30% di incremento nell’ultimo anno) ed una contestuale progressiva diminuzione percentuale della potenza attivata sulla tecnologia GSM (che al 2016 risulta essere solo il 29% della potenza complessiva autorizzata).

 

 

 

NOME DELL'INDICATORE

Numero dei siti, degli impianti e dei servizi per radiotelecomunicazione in rapporto alla superficie territoriale e al numero di abitanti; potenza complessiva degli impianti per radiotelecomunicazione

DPSIR

P

UNITÀ DI MISURA

N. siti, impianti e servizi/100 chilometri quadrati; n. siti, impianti e servizi/100.000 abitanti; chilowatt

FONTE

Arpae Emilia-Romagna, Gestori telefonia mobile, Wimax e radiotelevisivi, Ministero Sviluppo Economico-Dipartimento Comunicazioni-Ispettorato territoriale Emilia-Romagna, Regione, Province, Comuni

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2016

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Provincia

AGGIORNAMENTO DATI

Annuale

RIFERIMENTI NORMATIVI

  • Legge 22 febbraio 2001, n. 36 "Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici"
  • Decreto Legislativo 1 agosto 2003, n. 259 "Codice delle comunicazioni elettroniche"
  • Decreto 13 febbraio 2014, del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, “Istituzione del Catasto nazionale delle sorgenti dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici e delle zone territoriali interessate al fine di rilevare i livelli di campo presenti nell’ambiente”
  • Decreto 31 marzo 2017,  del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, "Definizione delle modalità di inserimento dei dati relativi a sorgenti connesse a impianti, sistemi e apparecchiature radioelettrici per usi civili di telecomunicazione"
  • LR 30/00, DGR 1138/08, DGR 978/10, DGR 751/11, DGR 15885/11

AREE TEMATICHE INTERESSATE

METODI DI ELABORAZIONE DATI

Aggregazione dati (spaziale e per tipologie)

Rappresentazione cartografica

Trend temporale

Altri metadati
Descrizione

Nell’indicatore sono conteggiati gli impianti per radiotelecomunicazione attivi sul territorio regionale e la relativa potenza complessiva, distinguendo per tipologia di impianti (SRB, RTV, ponti radio radiotelevisivi, WiMax). Viene, inoltre, indicato il numero dei siti per radiotelecomunicazione attivi; per sito si intende una località in cui sono installati uno o più impianti, sulla stessa struttura (palo, traliccio, edificio etc.) o su strutture distinte, ma relativamente vicine.
Per le SRB, il numero di impianti è distinto per gestore/proprietario (Telecom Italia/Tim, Vodafone, Wind, H3G/Tre, RFI, Regione Emilia-Romagna/ Lepida[1]) e per tipologia (SRB tradizionali e microcelle) ed è, inoltre, riportato il numero di sistemi o servizi di diversa tecnologia su di essi installati, con la relativa potenza. Per le RTV, il numero di impianti è distinto per tipologia (radio e televisioni). I ponti radio radiotelevisivi, i ripetitori SRB e gli impianti WiMax sono conteggiati a parte. Infine, al fine di caratterizzarne la pressione ambientale, le due principali categorie di impianti (SRB e RTV) sono confrontate sulla base della potenza complessiva degli impianti e di ulteriori parametri, in particolare il numero di siti, impianti e servizi (per le sole SRB) relativamente all’estensione del territorio delle varie province e regionale e al numero di abitanti per provincia/regione.
Per le SRB i dati disponibili sono pressoché completi, vista la procedura di raccolta dati da tempo consolidata, mentre per gli impianti radiotelevisivi il quadro delle informazioni acquisite è ancora parziale, anche a causa dell’elevato numero di soggetti. A seguito della transizione al digitale per gli impianti televisivi, che ha comportato variazioni sia in termini di numero di impianti che di potenze in gioco, non si è ancora giunti ad un quadro definitivo delle emittenti sul territorio regionale, in quanto il processo di assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze da parte del Ministero, sia per gli operatori nazionali che per gli operatori locali, non risulta ancora concluso; per gli operatori che lo hanno richiesto, la Regione ha concesso la proroga dei termini per gli adempimenti previsti a carico dei gestori dalla DGR 978/10 per le autorizzazioni degli impianti. Il quadro informativo non è omogeneo tra le diverse realtà provinciali, in quanto non in tutte le province si è pervenuti all’aggiornamento dei dati e tale situazione risulta ulteriormente accentuata con riferimento ai ponti radio, per i quali il processo di transizione al digitale è ancora più arretrato.



[1] La Società Lepida gestisce, per conto della Regione, la rete radiomobile digitale ERetre dedicata ai servizi di emergenza e pubblica utilità

 

 

Scopo

Quantificare sul territorio le principali fonti di pressione di campi elettromagnetici ad alta frequenza, al fine di pervenire a una buona conoscenza riguardo alla distribuzione e caratterizzazione delle sorgenti presenti con riferimento alla potenziale esposizione della popolazione. Produrre uno strumento idoneo a supportare le strutture addette alla vigilanza e controllo sull’impiego delle radiazioni non ionizzanti e ad agevolare l’espressione dei pareri tecnici relativi al rilascio delle autorizzazioni da parte degli Enti locali interessati.