Emilia-Romagna
Presenze microalgali di Diatomee, Dinoflagellate e altre
Commento

L’analisi della composizione quali-quantitativa del fitoplancton è svolta, con frequenza trimestrale, in tutte le stazioni della rete di monitoraggio delle acque di transizione, ad eccezione della Piallassa Piomboni, che dal 2010 non viene monitorata a causa di lavori di riqualificazione ambientale ancora in corso. Il numero e l'ubicazione delle stazioni di indagine permettono di effettuare una valutazione sufficiente dell’ampiezza e dell’impatto generato dai blooms algali. La determinazione quali-quantitativa del fitoplancton consiste, per ogni punto di indagine, nelle seguenti valutazioni:
- numero cellule/litro e specie (abbondanza e composizione);
- biomassa totale del fitoplancton (mg/m3 di clorofilla “a”).
In figura 1 si riporta una rappresentazione grafica delle abbondanze totali e in figura 2 il numero di taxa per ogni campagna di monitoraggio.
Da queste elaborazioni si nota come le Valli di Comacchio si confermino ancora come il corpo idrico con la maggior abbondanza (figura1) e con una comunità caratterizzata da un'accentuata monospecificità, in particolare riferita a Nannochloropsis sp. (figura 2). 
In tabella 1 sono riportati i totali di taxa per campagna in ogni singola stazione.
Nel 2019 sono stati identificati 263 taxa appartenenti ai seguenti gruppi/classi: 92 Bacillariophyceae, 1 Chlorodendrophyceae, 24 Chlorophyceae, 2 Chrysophyceae, 2 Coccolithophyceae, 4 Conjugatophyceae, 8 Cryptophyceae, 20 Cyanophyceae, 2 Dictyochophyceae, 85 Dinophyceae, 2 Ebriophyceae, 5 Euglenophyceae, 2 Eustigmatophyceae, 1 Mediophyceae, 1 Noctilucophyceae, 3 Pyramimonadophyceae, 1 Raphidophyceae, 6 Trebouxiophyceae, 2 taxa raggruppati sotto la dicitura “Altro Fitoplancton indet.”.
I corpi idrici aperti sono caratterizzati da una ricchezza specifica maggiore rispetto a quelli chiusi. Tale condizione è sicuramente influenzata anche dalla presenza di specie marine che, in corpi idrici non confinati, è favorita dall’ingresso in laguna di acqua di mare.
Considerando il numero di taxa rilevati nell’intero anno, VCOM2 nelle Valli di Comacchio è la stazione che presenta il minor numero (41), mentre la stazione PBAI3, nella Pialassa Baiona, presenta il numero maggiore (94).
Per valutare la biodiversità dell’elemento fitoplancton si è scelto di utilizzare l’indice di Margalef e l’indice di Shannon. Il primo prende in considerazione il numero di taxa rispetto all’abbondanza totale della comunità, il secondo, invece, considera anche le abbondanze dei singoli taxa. I valori più elevati dell’indice di Margalef sono stati tutti registrati in stazioni localizzate in lagune aperte: PBAI3 (inverno), PBAI1 (primavera), SGOR1 (estate), PBAI3 (autunno). Se si considera invece l'indice di Shannon, i valori massimi sono stati registrati in VCAN1 (inverno), SGOR3 (primavera), SGOR2bis (estate) e SGOR3 (autunno). l Il valore massimo dell’indice è stato registrato in una laguna chiusa (VCAN1), in inverno.
Per tutte le stazioni della rete di monitoraggio delle acque di transizione campionate nel 2019 è stato calcolato l’indice MPI (vedi BOX - Applicazione dell'Indice MPI). In tabella 2 si riportano i valori dell'indice MPI e delle relative metriche. L’applicazione dell’indice MPI evidenzia per il 2019 uno stato generalmente compreso tra “buono” e “cattivo”. Il giudizio è “buono” per Sacca di Goro, Valle Cantone, Valle Nuova e Pialassa Baiona, "scarso" per  Lago delle Nazioni e "cattivo" per il corpo idrico Valli di Comacchio (tabella 2 e figura 5).

 

 

NOME DELL'INDICATORE

Presenze microalgali di Diatomee, Dinoflagellate e altre

DPSIR

I

UNITÀ DI MISURA

N. cellule/litro, n. taxa

FONTE

Arpae Emilia-Romagna

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2019

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Corpo idrico

AGGIORNAMENTO DATI

Trimestrale

RIFERIMENTI NORMATIVI

DLgs 152/06, DM 56/09, DM 260/10

AREE TEMATICHE INTERESSATE

METODI DI ELABORAZIONE DATI

Abbondanze totali, n° di taxa e applicazione indici di diversità

Altri metadati
Descrizione

La determinazione quali-quantitativa del fitoplancton consiste, per ogni punto di indagine e data di campionamento, nelle seguenti valutazioni:
- numero cellule/litro e taxa (abbondanza e composizione);
- biomassa totale del fitoplancton (mg/m3 di clorofilla “a”).

Il fitoplancton è un elemento chiave da un punto di vista ecologico degli ambienti di transizione attraverso cui i flussi di energia sono incanalati. Il nano/microfitoplancton è costituito da un gruppo di organismi autotrofi con dimensioni comprese tra 2 e 200 µm di diametro. Essi vivono lungo la colonna d’acqua (planctonici) o adesi al substrato (bentonici), includendo sia forme solitarie che coloniali. Negli ambienti acquatici di transizione, il fitoplancton gioca un ruolo fondamentale nella formazione di nuova frazione organica e nel riciclo del carbonio, dei nutrienti e dell’ossigeno.

Scopo

Il fitoplancton è un eccellente indicatore dei cambiamenti dello stato trofico delle acque, segnalando arricchimenti di nutrienti che portano a un incremento di biomassa, di produzione primaria, di bloom algali, come anche di cambiamenti nella composizione in specie. Inoltre, il fitoplancton risponde alle variazioni dei parametri chimico-fisici e idrodinamici.