Emilia-Romagna
Campi elettromagnetici Consistenza elettrodotti (ELF)
Commento

La maggior parte della rete elettrica regionale, sia come sviluppo in chilometri delle linee, sia come numero di stazioni/cabine, è costituita dagli elettrodotti a bassa e media tensione. La consistenza di tali impianti elettrici è quella che subisce le maggiori variazioni nel tempo, a causa della costruzione di nuovi elettrodotti e di modifiche di quelli esistenti.
Dai dati raccolti e riportati nelle tabelle, si evince che la lunghezza stimata per le linee elettriche a bassa tensione nel 2017 è pari a circa 64.997 km, le linee a media tensione hanno raggiunto una lunghezza complessiva di circa 34.959 km, mentre per le linee ad alta e altissima tensione il dato rimane aggiornato al 2016 (rispettivamente 3.977 km e 1.315 km).
Per quanto riguarda gli impianti di trasformazione, sezionamento o consegna utente, dai dati raccolti il loro numero in regione al 2017 è pari a 52.254. Di questi solo lo 0,6% del totale è rappresentato da impianti di grandi dimensioni a cui afferiscono linee AAT e AT; in genere tali impianti, che di per sé  potrebbero generare un impatto elettromagnetico notevole, sono ubicati in posizione isolata, in aree recintate e inaccessibili alla popolazione. Di contro il 99,4% del totale è costituito da piccoli impianti MT/bt, distribuiti in modo omogeneo su tutto il territorio regionale; anche se si tratta per lo più di impianti di dimensioni e complessità ridotte, i valori di corrente uscente, talvolta elevati, unitamente agli spazi ridotti delle aree di installazione e, quindi, alle brevi distanze che intercorrono tra le cabine stesse e le abitazioni circostanti, fanno sì che tale tipologia di impianti elettrici possa risultare di maggiore impatto ai fini dell’esposizione della popolazione.
Nella figura 5 è riportata la distribuzione della densità di linee elettriche rispettivamente AAT/AT e MT/BT nelle diverse province della regione Emilia-Romagna in rapporto alla superficie territoriale, mentre la figura 6 riporta la densità di impianti di trasformazione, sezionamento e consegna di energia elettrica (distinti per tensione). Gli stessi dati sono rappresentati su mappe regionali disponibili nella sezione “Download grafici e tabelle”. A livello provinciale, per le diverse tipologie di sorgenti a bassa frequenza considerate, si notano alcune differenze abbastanza evidenti, verosimilmente legate anche alla diversa densità di popolamento del territorio. Così la provincia di Piacenza risulta avere sempre un minor numero di impianti e linee per unità di superficie, mentre la provincia di Rimini, in genere ha sempre densità maggiori di impianti e linee in rapporto alla propria superficie rispetto al resto della regione. Per quanto riguarda le linee ad altissima ed alta tensione, le province con maggiore densità per unità di superficie risultano Bologna, Ravenna e Rimini; invece, per quanto riguarda le linee e gli impianti a media e bassa tensione, oltre alla suddetta provincia di Rimini, è la provincia di Modena ad avere una densità maggiore (a causa del fatto che sul suo territorio provinciale coesistono, accanto alle linee gestite ancora da Enel, anche gli elettrodotti MT/BT di Inrete Distribuzione).
È importante specificare che di anno in anno le tabelle e i grafici possono presentare delle differenze dovute non solo a modifiche strutturali delle reti, ma anche al fatto che alcune delle aziende e società coinvolte cambiano la propria ragione sociale, a seguito di riorganizzazioni/fusioni, e altre acquisiscono la gestione e proprietà di altre linee. A tale proposito risultano ormai consolidate le informazioni inerenti il passaggio di proprietà di tutte le linee afferenti alla rete di distribuzione ad alta tensione da Enel a Telat (nuova società del gruppo Terna), che nel frattempo ha cambiato denominazione in Terna Rete Italia srl, nonché i dati della parte di rete di distribuzione rimasta in capo ad Enel (impianti AT, linee ed impianti MT) e delle reti gestite dalle Aziende municipalizzate. Per quanto riguarda invece le linee AT di proprietà di RFI e le relative sottostazioni elettriche (SSE), per le quali non sono pervenute informazioni aggiornate negli ultimi anni, nel frattempo a partire dal 2016 esse sono entrate a far parte della RTN, a seguito dell’acquisizione da parte di Terna S.p.A. della intera rete elettrica ad alta tensione di RFI. Tuttavia, a causa del ritardo nell’emanazione del decreto attuativo del Ministero dell’Ambiente necessario a rendere operativo il catasto elettromagnetico Nazionale relativo agli elettrodotti, in attesa in particolare che venga stabilito il flusso di informazioni dal catasto nazionale ai singoli catasti regionali e si derimano alcune criticità rilevanti legate alla riservatezza di dati ritenuti sensibili per la sicurezza nazionale, Terna non ha fornito i consueti aggiornamenti e quindi non è stato possibile rielaborare al 2017 le informazioni relative all’intera RTN.

 

 

NOME DELL'INDICATORE

Lunghezza delle linee elettriche in rapporto alla superficie territoriale; numero di stazioni e cabine di trasformazione in rapporto alla superficie territoriale

DPSIR

P

UNITÀ DI MISURA

Chilometri/100 chilometri quadrati, n. stazioni-cabine/100 chilometri quadrati

FONTE

Arpae Emilia-Romagna, Terna, TRI*, e-distribuzione, RFI, Inrete Distribuzione, Ireti, Enipower, SEF**, Edipower, S.Marco Bioenergie, Dister Energia

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2017

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Provincia

AGGIORNAMENTO DATI

Annuale

RIFERIMENTI NORMATIVI

  • L 36/01
  • DM 29/05/08 "Approvazione della metodologia di calcolo delle fasce di rispetto per gli elettrodotti"
  • Decreto 13 febbraio 2014, del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, “Istituzione del Catasto nazionale delle sorgenti dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici e delle zone territoriali interessate al fine di rilevare i livelli di campo presenti nell’ambiente”
  • LR 10/93, DGR 1965/99
  • LR 30/00, DGR 1138/08
  • DGR 978/2010

AREE TEMATICHE INTERESSATE

METODI DI ELABORAZIONE DATI

Aggregazione dati (spaziale e per tipologia)

Rappresentazione cartografica

Note:
* Terna Rete Italia, ex Telat; ** Società Enipower Ferrara
Altri metadati
Descrizione

L’indicatore riporta la consistenza delle linee elettriche diversificate per tensione e gestore e dei relativi impianti di origine distinti per tensione e tipologia (impianti di trasformazione, sezionamento o consegna utente). Vengono quindi considerati i chilometri di linee ed il numero di impianti presenti sul territorio regionale e nelle singole province, in valore assoluto e normalizzate alla superficie territoriale interessata.
Sul territorio regionale, oltre alle linee e impianti ad altissima AAT (380, 220 kV) ed alta tensione AT (40-150 kV) appartenenti alla Rete di trasmissione nazionale gestita da Terna, sono presenti anche gli elettrodotti afferenti alla rete di distribuzione primaria (AT) e alle reti di distribuzione MT (15 kV) e BT (220 V), appartenenti a diversi proprietari (Terna, Società Enipower Ferrara, Terna Rete Italia srl ex Telat, Enel distribuzione, RFI, Aziende municipalizzate, oltre ad alcune linee di privati che connettono alla rete piccoli impianti di produzione di energia elettrica).
Le tensioni sopra citate nella classificazione delle diverse reti sono quelle caratteristiche della gran parte delle linee elettriche in corrente alternata presenti in regione; tuttavia, per completezza, va precisato che le linee MT possono avere in generale tensione compresa tra 1 kV e 30 kV e di conseguenza nei dati relativi a questa tipologia di linee vengono conteggiati anche linee elettriche a 20 e 30 kV presenti in alcune province dell’Emilia-Romagna, diverse linee a 5 e 10 kV di proprietà RFI in prossimità e al servizio delle stazioni ferroviarie, nonché le linee elettriche di contatto lungo i binari in corrente continua a 3 kV. Anche le linee elettriche di alimentazione della nuova tratta ferroviaria ad alta velocità (AV) MI-BO, che utilizzano una tensione ancora differente (25 kV in corrente alternata monofase), dovrebbero confluire in questa categoria, ma il dato non è disponibile con dettaglio provinciale.
Per quanto riguarda le sorgenti di campi elettromagnetici a bassa frequenza trattate nel presente indicatore, la completezza ed affidabilità delle informazioni è migliorata costantemente negli anni, sebbene persistano ancora alcune difficoltà nell’aggiornamento annuale dei dati, anche a causa della notevole eterogeneità dei soggetti coinvolti e delle relative fonti di informazione.

Scopo

Quantificare le fonti principali di pressione sul territorio per quanto riguarda i campi elettromagnetici a bassa frequenza, al fine di pervenire a una buona conoscenza riguardo alla distribuzione e caratterizzazione delle sorgenti presenti con riferimento alla potenziale esposizione della popolazione. Produrre uno strumento idoneo a supportare le strutture addette alla vigilanza e controllo sull’impiego delle radiazioni non ionizzanti e ad agevolare l’espressione dei pareri tecnici relativi al rilascio delle autorizzazioni da parte degli Enti locali interessati.